Carmen Consoli e Salvo Filetti

Carmen Consoli e Salvo Filetti, un accordo di stile ed amicizia che dura da anni. Cantantessa e hair designer a confronto, per esplorare lo scambio di idee, passioni e caratteri da cui nasce il look di una cantautrice unica per personalità e linguaggio nel panorama musicale internazionale.

Carmen Consoli

Come hai incontrato Salvo? Qual è la prima cosa che hai pensato di lui? 

Conosco Salvo ormai da tanti anni. Con lui sin dall’inizio c’è stata sintonia nei gusti e nelle idee. È un caro amico ma soprattutto un grande professionista. 

Quando hai capito che era la persona giusta per “mettere a punto” i tuoi capelli, intonandoli alla tua immagine e al tuo stile di artista e di donna?

Subito. Credo che certe “armonie” si avvertano a pelle. La prima impressione è stata straordinaria, ancora oggi mi fa piacere parlare di un rapporto che è diventato sempre più forte negli anni.

Cosa di lui, come persona e come professionista, lo rende diverso da tutti gli altri?

Dire la creatività sarebbe scontato e restrittivo. Preferisco parlare di un equilibrio tra il gusto per il nuovo ed il rispetto per il classico, in poche parole quello che rende un artista “universale”.

C’è stata una volta in cui Salvo ti ha veramente stupito con una scelta o con un’idea?

Sicuramente in occasione dello shooting fotografico di Elettra. Il ruolo di Salvo è stato fondamentale nella creazione dell’immagine che poi è stata fotografata da Rankin.

Salvo è solito assimilare i capelli a delle corde musicali che vibrano. Per la tua sensibilità di musicista che rapporto c’è tra musica, corpo e bellezza?

Deve esserci dialogo, necessariamente. Uno scambio continuo, un arricchimento reciproco. La musica “spiega” il corpo e ne incarna la bellezza nellesue infinite sfaccettature.

Cosa si dicono artista e hair designer mentre si è al“trucco e parrucco”, in preparazione di uno shooting fotografico o prima di un evento importante?

C’è un clima disteso e sereno, ma è fondamentale mantenere la concentrazione, anche perché spesso i tempi di lavoro sono stretti e bisogna capitalizzarli al massimo. 

Con Salvo avete condiviso momenti professionali importanti.

Ci racconti l’episodio di un evento in occasione del quale avete lavorato insieme e per il quale eravate davvero emozionati entrambi?

Probabilmente l’ultimo Sanremo.  Sono stata invitata a partecipare e ho deciso di proporre la prima canzone che ha vinto il primo Festival di Sanremo, “Grazie dei fior”. Un’esperienza indimenticabile ed emozionante, il palco dell’Ariston conserva un fascino tutto suo. E poi quella sera mi sono trovata accanto a Nilla Pizzi, la signora della musica italiana. Abbiamo voluto proporre l’immagine di un’Italia di altri tempi, elegante e ricca di stile, affascinante senza essere mai volgare.

Salvo Filetti

Come hai incontrato Carmen? Qual è la prima cosa che hai pensato di lei?

È stato in occasione della lavorazione del videoclip “Pioggia d’aprile”, anche se la conoscevo da prima. Ho pensato subito che fosse una donna fuori dallo spazio e dal tempo. C’era qualcosa di orientale, nel suo viso, sganciato da questa epoca. Un personaggio assoluto, non legato ad alcuna moda.

Quando hai capito che era l’artista per la quale il tuo stile e il tuo lavoro sarebbero stati preziosi?

L’ho capito assistendo ai suoi concerti. Nei concerti rock Carmen suona con tutto. E il ritmo della musica si manifesta anche nel movimento dei suoi capelli. Nelle esibizioni acustiche invece c’è morbidezza, femminilità.Così ho capito che queste anime che convivono in lei avevano bisogno di immagini coerenti, diverse.

Cosa di lei, come persona e come artista, la rende unica, diversa da tutti gli altri?

È la sua capacità musicale, la sua grande preparazione, che ha diversi volti. Talvolta per la sua forza mi sembra la reincarnazione di Rosa Balistreri. L’energia rock di Carmen infatti è paradossalmente, intensamente siciliana. E si mescola con una sensibilità, uno stile quasi francese.

C’è stata una volta in cui Carmen ti ha veramente stupito con una scelta o con un’idea?

Sì, quando ha deciso di apparire sul palco indossando una parrucca fucsia. Un’immagine così forte che io non ci avrei mai potuto pensare. Mi ha shoccato e sorpreso, ma lei l’ha portata con una disinvoltura incredibile.

Sei solito assimilare i capelli a delle corde musicali che vibrano. Per la tua sensibilità, che rapporto c’è tra musica, corpo e bellezza?

Sì, lo penso. I capelli sono le nostre corde. E il nostro star bene è legato anche a quanto la nostra immagine è appunto intonata alla nostra anima. Quando andiamo a tagliarci i capelli, perciò, è un po’ come se ci facessimo accordare, per riallineare immagine e coscienza. Carmen, con i suoi diversi look per diversi progetti e diversi momenti artistici, è la prova dell’esistenza di questo rapporto.

Cosa si dicono artista e hair designer mentre si è al“trucco e parrucco”, in preparazione di uno shooting fotografico o prima di un evento importante?

Carmen parla di tutto, anche perché legge molto, e ama coinvolgere chi gli è accanto. Perciò si parla di qualunque cosa, tranne che dei suoi capelli. Carmen infatti si fida e siaffida. Un clima di fiducia che è palpabile: lei ha piacere che ci sia un sentimento di accordo tra tutti nello staff.

Con Carmen avete condiviso momenti professionali importanti. Ci racconti l’episodio di un evento inoccasione del quale avete lavorato insieme e per il quale eravate davvero emozionati entrambi?

Sanremo, sicuramente, per entrambi. Per me è stato un grandissimo stimolo, esserle vicino in quel momento, un’occasione di arricchimento. Vederla prima allo specchio, controllare che fosse perfetta e poi, un attimo dopo, rivederla sullo schermo, con altri 15 milioni di spettatori, mi ha fatto attorcigliare lo stomaco per l’emozione.